Nelprocesso di esplorazione multi-obiettivodi EvoX, il sistema automatizzato e l'esperto di dominio non si sostituiscono a vicenda, ma formano un doppio motore che collabora con ruoli distinti: il sistema si occupa di "generare e filtrare", l'esperto di "giudicare e decidere". Il sistema dispiega le possibilità, l'esperto le converge in una scelta concretamente realizzabile.
Questa divisione dei compiti riprende le origini tecniche della Lezione 2: EvoX nasce dalla confluenza di simbolismo, connessionismo, cibernetica ecalcolo evolutivoe proprio il calcolo evolutivo ne è la fonte tecnica più diretta: non impone in anticipo un'unica risposta, ma attraverso mutazione e selezione bilancia obiettivi in conflitto tra loro nella valutazione reale. Per questo motivo il lato sistema è naturalmente adatto al parallelismo: i candidati di una popolazione possono essere generati e valutati contemporaneamente. L'ingegneria tradizionale è stata a lungo vincolata dall'"elevato costo di conservare ladiversitàe dalla complessa pianificazione sequenziale", mentre l'esplorazione parallela su larga scala e la generazione intelligente offerte da GPU e modelli di grandi dimensioni costituiscono proprio la base ingegneristica che allevia questa contraddizione.
Divisione dei ruoli: chi genera, chi decide
- Lato sistema: si occupa della generazione di candidati su larga scala, della previsione tramite modelli surrogati, della caratterizzazione del fronte di Pareto e del mantenimento della diversità, rispondendo a "quali possibilità esistono".
- Lato esperto: determina le priorità degli obiettivi, i vincoli rigidi, la tolleranza al rischio e l'idoneità allo scenario reale, rispondendo a "quale scegliere e perché".
Dimensioni di valutazione: l'ottimo su singolo obiettivo non equivale a una soluzione realizzabile
La valutazione delle soluzioni deve trasformare ilBeneficio prestazionalee ilcosto ingegneristicoin criteri decisionali spiegabili e verificabili. Oltre al beneficio prestazionale, occorre considerare contemporaneamente almeno i costi di calcolo e produzione, la robustezza, la manutenibilità, l'incertezza e l'attendibilità delle conclusioni in presenza di feedback scarsi. Guardare solo all'ottimo su singolo obiettivo porta spesso a scegliere soluzioni non realizzabili sul piano ingegneristico o estremamente fragili alle perturbazioni; nei problemi con obiettivi in conflitto e vincoli complessi, invece, è proprio la valutazione multidimensionale a far emergere il contesto applicativo specifico di ciascuno dei molteplici candidati conservati dalla ricerca evolutiva.
Metodi decisionali: trasformare l'esperienza di dominio in una logica verificabile
Attraverso preferenze esplicite, valutazione gerarchica, matrici decisionali, elementi di veto a soglia e analisi di sensibilità, l'esperienza di dominio può essere espressa in regole di scelta verificabili e riproducibili. Una sequenza comune consiste nel: eliminare dapprima con i vincoli rigidi, tramite "veto insindacabile", i candidati che violano i requisiti minimi; bilanciare poi benefici e costi dei candidati rimanenti; confermare infine con l'analisi di sensibilità se le conclusioni sono robuste rispetto a perturbazioni dei pesi.
Feedback scarsi e ciclo chiuso di responsabilità
Quando le valutazioni ad alta fedeltà sono costose e il feedback è scarso, l'esperto deve basarsi sulla confidenza dei modelli surrogati, sulla diversità dei candidati e sui modelli di fallimento già osservati per decidere se riesaminare, ricampionare o interrompere la ricerca, invece di affidarsi ciecamente alla "soluzione ottimale" fornita dal modello surrogato. La scelta finale e l'assunzione del rischio spettano all'esperto di dominio; le motivazioni della scelta devono ritornare come preferenze, vincoli o segnali di valutazione per guidare la ricerca evolutiva successiva, formando un ciclo chiuso di responsabilità.
