Questa pagina torna al filo conduttore centrale del corso: laevoluzione dei metodi. In passato, i sistemi intelligenti cercavano per lo più soluzioni migliori all'interno di un quadro di risoluzione fisso; l'evoluzione dei metodi, invece, rendeil metodo di risoluzione stessoun oggetto soggetto a iterazione: algoritmi, operatori, strutture o strategie possono migliorarsi durante il processo evolutivo, realizzando così l'auto-evoluzione dell'algoritmo.
Collegare interno ed esterno: dallo spazio delle soluzioni allo spazio dei metodi
- Evoluzione interna: cerca soluzioni in un dato problema, sfruttando al massimo il metodo attuale e producendo soluzioni candidate e risultati di valutazione.
- Evoluzione esterna: sfrutta il feedback del compito per migliorare il metodo di risoluzione stesso; l'oggetto della ricerca passa dalle «soluzioni» agli «algoritmi, operatori o strutture».
- Ciclo chiuso: la qualità delle soluzioni interne costituisce il segnale di valutazione per il livello esterno; il metodo migliorato dall'esterno torna poi all'interno, formando un ciclo chiuso continuo dallo spazio delle soluzioni allo spazio dei metodi.
Il valore propulsivo di EvoX
Perché l'evoluzione dei metodi trovi reale applicazione, è necessario organizzare popolazione, risultati di valutazione e stato dell'algoritmo in tensori calcolabili in modo integrato e, su questa base, orchestrare la potenza di calcolo eterogenea. EvoX, attraverso ilcalcolo tensorialee un'architettura di base unificata, disaccoppia il «come evolvere» dal «come orchestrare in modo efficiente», offrendo all'evoluzione dei metodi e all'evoluzione continua a livello di sistema una base ingegneristica concreta, e spingendo i sistemi intelligenti dal «trovare la risposta» al «migliorare il metodo», fino a forme di auto-evoluzione di livello superiore.
Esempio: MetaDE — migliorare gli algoritmi evolutivi con algoritmi evolutivi
MetaDE risolve i problemi con l'evoluzione differenziale (DE) al livello interno e, al livello esterno, cerca configurazioni o strutture della DE, facendo partecipare all'iterazione «il metodo di risoluzione stesso». Non cerca la soluzione di un problema specifico, bensì il meccanismo che genera le soluzioni: è l'espressione più diretta del passaggio dallo spazio delle soluzioni allo spazio dei metodi.
