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Le tre tesi centrali della teoria dell'iperciclo
HYC-1979Lesson 1: Eigen, Schuster, Hypercycle
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La teoria dell'iperciclo propone tre tesi centrali che, nel loro insieme, specificano come la replicazione molecolare possa essere integrata con la selezione darwiniana. Le tesi procedono dalle precondizioni molecolari della selezione, ai requisiti per la dinamica darwiniana, fino all'organizzazione di ordine superiore che collega le unità autoriproducentisi.

Le tre tesi centrali della teoria dell'iperciclo1Tesi 1Base molecolare specificataLa selezione non è una proprietà globaledi materia arbitraria; occorreidentificare un meccanismo concreto.2Tesi 2Requisiti per la selezioneAutoriproduzioneMutazioneBase fisica dell'ereditarietà3Tesi 3Organizzazione iperciclicaLe unità autoreplicanti sono accoppiatein un ciclo catalitico e funzionaledi ordine superiore.Selezione darwinianaauto-organizzazione naturale

Tesi 1 — Una base molecolare specificata

La selezione e l'evoluzione non sono attributi globali di una qualsiasi forma arbitraria di materia. Esse sono conseguenze di proprietà fisico-chimiche peculiari e specificabili. Secondo questa tesi, un sistema può dirsi soggetto a selezione solo quando le sue molecole componenti possiedono caratteristiche cinetiche, termodinamiche e strutturali concrete che permettono una replicazione differenziale. Gli appelli alla materia o all' auto-organizzazione in astratto sono insufficienti; occorre identificare il meccanismo.

Tesi 2 — Requisiti per la selezione darwiniana

La selezione darwiniana richiede tre capacità molecularmente concretizzate: l'autoriproduzione, la mutazione, e una base fisica dell'ereditarietà. L'autoriproduzione fornisce la continuità della discendenza; la mutazione fornisce la variazione; e un meccanismo fisico di ereditarietà garantisce che le strutture molecolari alterate siano trasmesse ai discendenti. Senza tutte e tre, un processo può cambiare nel tempo ma non costituisce selezione darwiniana.

Tesi 3 — L'organizzazione iperciclica

La teoria dell'iperciclo propone un'integrazione auto-organizzantesi, catalitica e funzionale delle unità autoreplicanti. È questa organizzazione di ordine superiore a collegare la replicazione molecolare alla selezione darwiniana e all'auto-organizzazione naturale. Un replicatore isolato è vincolato da una fedeltà di copiatura finita e da una soglia d'errore; l'organizzazione iperciclica offre un modo per trattenere e accoppiare più entità replicative, affinché il collettivo possa mantenere ed evolvere più informazioni di una singola unità.

Interdipendenza e vincoli

Le tre tesi sono interdipendenti. La Tesi 2 specifica i requisiti molecolari per la selezione, mentre la Tesi 3 affronta come queste unità possano essere organizzate al di là dei replicatori isolati. La fedeltà di copiatura e le soglie d'errore agiscono come vincoli che collegano le tesi: determinano quanta informazione una singola unità replicativa può mantenere e quindi motivano l'integrazione. A ciascuna tesi deve corrispondere un meccanismo molecolare o fisico-chimico concreto; il mero richiamo all' auto-organizzazione o all' materia non soddisfa la teoria.

Relazione chiave con la selezione darwiniana
La selezione non è assunta come proprietà globale primitiva. Essa emerge da replicazione specificata, mutazione, ereditarietà e dalla loro organizzazione in cicli catalitici di ordine superiore.